#9

Tengo sul tavolo per un pò i fiori persi dalle orchidee. Senza nuvole, il primo raggio di sole entra in casa ogni mattina. Ai fiori ricorda che è ora di svestirsi. Al colore dei fiori ricorda che è ora di svuotarsi. Al tavolo ricorda di rimanere fermo, ignorando il movimento. A me ricorda che il momento di prepararmi alla primavera è la fine dell’estate. Il seminare parte con l’autunno, quando si riempie il seme.

#7

Il mondo cede. 
Provo a tenermi 
all’ultimo baluardo:
vederti accudito 
nell’acqua che apro e chiudo.
Prima che apri gli occhi,
prima del sottosopra,
prima del temporale:
lo vedi, lo senti, arriva.
Il peso dell’aggrapparmi,
mia illusione di sostenere.
Io ora inizio a cedere
molto prima del mondo,
molto prima della natura
che si svela, feroce. 
E’ il momento che tu decida
di quale acqua bagnarti.
L’acqua che non puoi controllare:
uccidi l’instabilità,
nasci nell’imprevedibilità.
Puoi, devi andare.