#15

Siamo nati orfani.
Apriamo gli occhi
per guardare alberi e mari,
monti e mani,
fiumi e ali,
volti e angeli.
Vederli lontani
per chiamarli estranei.
Siamo nati disperati,
forestieri nella natura
stranieri alla natura.
Soli, cerchiamo il figlio 
da restituire ai genitori.
L’incontro è un contagio:
il respiro più profondo 
segue il pugno 
cha ha tolto il fiato.
La natura è uno scambio:
mi parla, mi richiama
mi spaventa, le scappo
le sussurro, la cerco.
Il suo incontro era in me,
le appartengo e mi appartiene.
Il ritorno è nell’ascolto, primitivo
nello scuro della terra,
nel cullare uterino.
Nel tornare a casa,
apro le finestre
sotto lo zerbino.
Entra il sole
da fuori, fra le fronde
apre occhi freschi
da dentro, qualcosa inizia;
porta il nuovo abito
preludio allo sguardo.
Non sono più solo,
lei era genuflessa nell’attesa
di una nuova vestizione.
Rinasciamo, accuditi.