#84

La folla che è in me esulta ogni volta che creo qualcosa, quando dall'invisibile materializzo uno spazio che ora sta al mondo. Nasce qualcosa di nuovo: uno slancio che contiene a sua volta altre due vite. La mia di prima, quella dell’irrequietezza di fare, e la mia di dopo, quella del rilassamento nell’appena nato. Appartengo in egual misura a questi opposti. La folla che è in me litiga ogni volta che prendo qualcosa dal visibile convincendomi di artigianalità: sto annullando me stesso e sto inquinando il passo da riempire con il bisogno del possesso. La mia separazione è un'economia non sostenibile. La mia unità è un delirante rapimento. La folla tra le folle mi preserva dalla follia.