#99

Dimenticare ad ogni battito di ciglia è la richiesta di fiducia imposta dal nostro tempo. Nell’immersione mutata in dissolvenza, il fare diviene reazione soffocante dell’azione volontaria. Nel quasi dimenticato, nell’ultimo spazio di rivoluzione, quando la soglia stringe sul momento conclusivo, la rappresentazione cade. Il ritorno al limite libera l’occhio dall’abitudine a raffigurare. Come se gli spigoli taglienti della nostra impotenza spaccassero simultaneamente le impalcature dei segni che ci rendono schiavi del nostro comune guardare. Bagnati nella stessa acqua, condividiamo sospesi la navigazione, senza una barca su cui poggiare. Toccati dal passaggio di un movimento che scioglie il tempo, ci abbandoniamo alle indicazioni vaghe e continue di una nuova direzione.

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