Each corner of the city is a scenario hosting the flow of urban activity

Contingenza

Richard Sennet dice che una città è un insediamento umano in cui è probabile che individui estranei si incontrino.

Contingenza. Ogni angolo di città è uno scenario attraverso il quale fluisce l’attività urbana: un contenitore di eventualità.

Camminavamo, camminavamo telefonando, camminiamo immersi.

Dove guardiamo?

Il gesto germoglia il suo corso.

C’è ancora il tempo per un abbraccio a metà. Ma per un bacio?

Il bacio è per il tempo.

Che senso avrebbe una città senza la sua eventualità?

Un frutto bello e buono, senza il seme.

Cosa c’è dietro l’angolo, incontri o muri bianchi?

(fotografia: Londra, Agosto 2018)

Richard Sennett says that cities are human settlements in which strangers are likely to meet.

Contingency. Each corner of the city is a scenario hosting the flow of urban activity: a container of eventuality.

There we were, going on our way, walking and phoning, totally absorbed.

Where are we looking?

The gesture generates its course.

There’s still time for a hasty embrace. But what about a kiss?

Kissing is for time.

What’s the point of a city without its eventuality?

An authentic fruit, without a seed.

What lies behind the corner, chance meetings or white walls?

translation: Ann Grigg

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Nuova urbanistica dei campi

Zona rossa, Lombardia paranoica.

Nuova urbanistica dei campi, forse vince la natura.

Aspetto un’emozione sempre più indefinibile (CCCP – Fedeli alla linea).

(fotografia: Carate Brianza, Novembre 2020)

Red zone, paranoid Lombardy – Italy.

New fields urbanism, maybe the nature wins.

I’m waiting for an ever more indefinable emotion (CCCP – Fedeli alla linea).

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Ippocastano

All’ombra dell’Ippocastano, per fuggire dalla forma della parola. Per potersele fare quelle domande troppo semplici che la ragione non capirebbe. Tipo cosa farei se non avessi paura. L’ipocrisia dei se. Ritornare è sempre salire, quando la partenza ha visto il colore del vento.

All’ombra dell’Ippocastano, le persone volano.

(fotografia: Blevio, Luglio 2015)

In the shade of the horse chestnut, to take refuge from the form of the word. Able to ask oneself those questions too simple for reason to understand. Such as, what would I do if I felt no fear. The hypocrisy of ifs. Going back on one’s steps is always an upward climb, when departure has seen the colour of the wind.

In the shade of the horse chestnut, people take flight.

translation: Ann Grigg

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Milano di sabato

A Milano, è soprattutto durante il sabato che si rimpicciolisce l’immobilità. Le superfici allora diventano meno confinanti e la forma osa un pò di più. Sarebbe bello lasciarle fare, le città. A ogni materia spetta la conquista del proprio spazio, diceva Bachelard.

(fotografia: Milano, Settembre 2020)

In Milan, it is mainly on Saturdays that immobility is reduced. It is on such occasions that surfaces are less confining and form becomes slightly more audacious. It would be good to let the city get on with it. It is up to every material to conquer its own space, Bachelard would say.

translation: Ann Grigg

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Tokyo tables

Poco prima di uno dei miei viaggi in Giappone, mi appuntai su di un diario l’esigenza di iniziare a pensare al viaggio, quindi l’incontro con nuove culture, come ad un alambicco che muta vecchie convinzioni in nuove visioni, distillando, ad ogni ritorno, un’essenza più sottile e unica.

Dopo l’ultimo soggiorno a Tokyo, mi sono reso conto, nonostante il rientro in Italia, di non essere più tornato da quel viaggio.

E ora non faccio altro che viaggiare alla ricerca di quei luoghi che ospitano alambicchi. Luoghi che sottendono incontri, spazi che si preparano, che attendono un qualche tipo di riempimento.

Mi interessano gli spazi capaci di ospitare, per mutarsi.

(fotografia: Tokyo, Aprile 2017)

Shortly before one of my trips to Japan, I made an entry in my diary regarding the need to start thinking about the journey, one which would surely entail an encounter with new cultures, like a still that changes old convictions for new visions, distilling a more rarefied and unique essence on each return.

Following my latest trip to Tokyo, I realized that despite having landed in Italy, I had not actually returned from that journey.

And now, all I do is to travel in search of those places where stills are to be found. Places that inevitably lead to encounters, spaces that await and prepare to be filled in some way.

I am interested in spaces that are capable of hospitality, open to change.

translation: Ann Grigg

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