#99

Dimenticare ad ogni battito di ciglia è la richiesta di fiducia imposta dal nostro tempo. Nell’immersione mutata in dissolvenza, il fare diviene reazione soffocante dell’azione volontaria. Nel quasi dimenticato, nell’ultimo spazio di rivoluzione, quando la soglia stringe sul momento conclusivo, la rappresentazione cade. Il ritorno al limite libera l’occhio dall’abitudine a raffigurare. Come se gli spigoli taglienti della nostra impotenza spaccassero simultaneamente le impalcature dei segni che ci rendono schiavi del nostro comune guardare. Bagnati nella stessa acqua, condividiamo sospesi la navigazione, senza una barca su cui poggiare. Toccati dal passaggio di un movimento che scioglie il tempo, ci abbandoniamo alle indicazioni vaghe e continue di una nuova direzione.

#75

Senza memoria cancelli il passato e senza ricordo cancelli il futuro. C’è molto ricordo nel creare il futuro, tanto quanta luce si inclina nel generare l’ombra. C’è molta previsione nel rivivere il passato, ti rincorro tra il flusso e il riflusso. Ti aspetto nell'assenza e danzo affinché il passo del presente possa trovare pienezza nel vuoto infinito. Sei la mia fermezza nell'attesa - e mi muove. Il tempo ti sembra un luogo dove sederti non una, non due o cento volte, ma sempre e ovunque nello stesso istante.

#72

Cerco un modo per dubitare senza lasciarmi dominare dal dubbio.
Cerco un accesso al ritmo, mia possibile presenza nel mondo.
Oscillo, tra un’anticipazione e il ritorno, tra un eccesso e il difetto.
Abito il dubbio, azione di scelta e istinto di sopravvivenza - spingere e riecheggiare!
La verità fa male, la realtà di più.
Tutti vogliono farmi da Madre, non vedo chi tiene le catene dell'altalena.
Sopporto il momento di incontrare me stesso? L’inclinazione permessa.

Profondo e superficiale il mio passo,
forte e debole il mio camminare
- non importa perché sto giocando.