#72

Cerco un modo per dubitare senza lasciarmi dominare dal dubbio.
Cerco un accesso al ritmo, mia possibile presenza nel mondo.
Oscillo, tra un’anticipazione e il ritorno, tra un eccesso e il difetto.
Abito il dubbio, azione di scelta e istinto di sopravvivenza - spingere e riecheggiare!
La verità fa male, la realtà di più.
Tutti vogliono farmi da Madre, non vedo chi tiene le catene dell'altalena.
Sopporto il momento di incontrare me stesso? L’inclinazione permessa.

Profondo e superficiale il mio passo,
forte e debole il mio camminare
- non importa perché sto giocando.

#17

La cornice era da buttare, l’ho appoggiata sulla lampada e lì è rimasta. Per mesi. Ogni volta che la guardo mi ricorda la mia inutilità. Eppure alcune notti mi dice altro. Le carrucole davanti si animano. Mostrano tutte le loro forme, anche quelle proiettate che fuggono il giorno. Come se qualcosa uscisse dalla cornice. Come se la carrucola volesse essere azionata. Come se il filo metallico arrotolato al suo interno avesse una memoria. Meccanica, ma pur sempre memoria. Come se le legasse profondamente. A ben pensarci anche i musei funzionano grazie alle cornici.