#62

Senza la religione dello specchio abbandonerei la colpa più facilmente. Libererei la verità dalla sua pretesa di erigersi distinta. Io mi libererei dalla verità. Mi vedrei anzi riempire le parti e gli interstizi di mondo. Mi scioglierei nella forma delle cose come ne fossi parte. Le cose del mondo porterebbero la mia immagine, non un suo riflesso. Non la figura imprigionata nel segno, chiusa in un nome con indirizzo. Non la forma contratta nel documento, un passaporto convinto di possedermi. Abiurando lo specchio, sparirei senza troppa vergogna. Senza preoccuparmi di nascondere l’origine che parla in ogni momento.

- Disintegrato, forse. Non importa.
Rinata forza in nuova costituzione.
E nero in gentil acqua -