#72

Cerco un modo per dubitare senza lasciarmi dominare dal dubbio.
Cerco un accesso al ritmo, mia possibile presenza nel mondo.
Oscillo, tra un’anticipazione e il ritorno, tra un eccesso e il difetto.
Abito il dubbio, azione di scelta e istinto di sopravvivenza - spingere e riecheggiare!
La verità fa male, la realtà di più.
Tutti vogliono farmi da Madre, non vedo chi tiene le catene dell'altalena.
Sopporto il momento di incontrare me stesso? L’inclinazione permessa.

Profondo e superficiale il mio passo,
forte e debole il mio camminare
- non importa perché sto giocando.

#65

Più andavo a ovest più faticavo a dormire. 
La strada delle opportunità. 
Destinazione Ossessione e ossessione per cercarla.
Passaggi su passaggi. 
Ogni pedaggio - un’altra volta.
Tutte le mattine costruivo il sogno, rapito al sonno.
Diagnosi, Insonnia Americana.
Prognosi, conformati!
Idiozia, la mia.
Un muro chiamò,
- Cosa dai a questa città per pretenderne qualcosa? 
A ogni passaggio, a ogni ora.
Più guardavo e meno vedevo. 
Città e caverna, rifugi frettolosi.
La deriva del mio passo illuminava la mia cecità.
Convinto che i giorni scorressero, il tempo finì davvero. 
Il muro svelò il ritorno come una meridiana.
Caduti i minuti e le ore, caduti i giorni e i mesi
- Io sono la mia destinazione più lontana. 
Era Natale e vomitai a New York.